L’avvocato, preso servizio a milleduecento km da casa il primo settembre 2015, si è messo in congedo parentale tutto l’anno (e d’altra parte come si fa a gestire uno studio professionale in Sicilia insegnando nel Veneto?). Si è fatto scrupolo fino all’ultimo di utilizzare i 500 € di Renzi, poi alla fine ha capito che, visto che di licenziarsi non se ne parla e perciò nella scuola ci dovrà stare fino alla pensione, bisogna che si aggiorni - tanto più che è stato via tutto l’anno - e finalmente, il 30 agosto 2016, ha scelto un Asus i5 da 498,00 €.
Stende la mano un po’ tremante verso quella del Presidente, che gli porge con sorriso confidente il foglio con lo spunto di avvio del colloquio. Lui considera cosa lo aspetta, e fa partire il razzo di uscita. Imbocca una scorciatoia, nota da anni, che consente di superare l’esame anche prima dell’orale, perché il punteggio minimo complessivo di sessanta centesimi è già raggiunto sommando gli esiti delle prove scritte e i crediti. Pur in assenza sostanziale del colloquio, è attribuito inoltre il punteggio minimo della prestazione gravemente insufficiente - tre. Si potrebbe sistemarla questa cosa, si potrebbe scrivere che l’esame si compone di due scritti e un colloquio ma, se il punteggio minimo è già raggiunto con gli scritti, l’orale è facoltativo. A me questa soluzione piacerebbe moltissimo, avendo anche quest’anno contribuito a diplomare studenti dopo colloqui surreali sui quali, ormai, i comici son più bravi a raccontare dei presidenti di commissione. Va detto che il comportamento...
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