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Memore dal concorso docenti 2)

Ma, oggi, è la volta buona, i candidati sono tutti veri.
Alle sette del mattino, mi accorgo che non sono ancora pronti gli elenchi dei candidati da affiggere all’esterno dell’edificio e mi dò a colla e forbici per snaturare un “elenco presenti” dai dati troppo personali - codici fiscali, date di nascita - e di quel che resta produco una scarna lista alfabetica di nomi possibilmente omonimi. Accolgo i primi candidati al cancello, mi faccio aiutare nell’affissione e intanto spiego la logistica delle aule - due a piano terra e una al terzo (sede centrale), una terza a piano terra, secondo plesso. Controllate l’elenco, vi prego, che è il primo filtro - capiti mai qualcuno che ha sbagliato sede. Mi distoglie l’angelo custode della giornata: Sei una dirigente troppo operaia, vieni via.
Spartiti i candidati nei pressi dei luoghi di destinazione, passo per ciascun gruppo spiegando che l’Istituto non assume la custodia dei beni. L’informazione desta grandissima sorpresa. Sembra loro del tutto sc…
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Memorie dal concorso docenti 1)

Lo so che il concorso ha un titolo di accesso e non lo possiedo. Dunque, perché non tentare?
Oggi, quarta sessione di concorsone. Quattro laboratori interdetti alle attività didattiche ordinarie dal giorno prima; la nomina del comitato di vigilanza rifatta due volte, all’emergere di insospettabili situazioni di incompatibilità, come essere stato RSU nei dodici mesi innanzi l’indizione del concorso, oppure essere docente tecnico-pratico. Nessuna nomina, invece, per il referente tecnico d’aula, che è quello che deve far funzionare tutto, perché l’ufficio scolastico regionale ha detto che tocca agli uffici territoriali, ma all’ufficio territoriale non ne sanno nulla. Individuato pure il personale docente esonerato dalla docenza per essere impiegato in funzione di assistenza e sorveglianza (due persone per turno). Quarantasette classi in tutto fatte entrare alla seconda ora.
La prova è scritta ma dematerializzata; invece le schede anagrafiche dei candidati sono stampate (un foglio A4 da tag…

Non ce l'aspettavamo...

Sul giornale di oggi la vicenda del Beccaria di Milano, con la classe dei tre studenti non promossi all’esame di Stato. Ignorando affatto il merito dei singoli casi, di cui si occupano e occuperanno assai maggiori sapienti - il giornalista e l’avvocato - per non annegare nell’ampio mare dello sproloquio, e anche per rendere omaggio all'illustre nominato sull'epigrafe del portone, potrebbe aiutare ribadire qualche dato di fatto, oltre che principio giuridico. 
Fa straordinaria impressione al grande pubblico - perfino a qualche insegnante o dirigente, dimentico per l’occasione della personale pratica dei consigli di scrutinio - che uno studente sia ammesso all’esame e poi bocciato, tanto più se costui ha già in tasca il destino oltre l’esame, avendo sostenuto prove di ammissione a Università italiane o straniere.
È perfettamente irragionevole, infatti, che uno studente, esaminato lungo tutto l’anno scolastico in tutte le materie previste dal suo anno di corso, superata con esito p…

L'incomune senso del pudore

Ogni tanto ci ricasco, nella fede ingenua che la malevolenza sorga solo dall’ignoranza e che basti spiegare bene come siano andate o stiano le cose per far venir meno l’irritazione.

Aggiornamento obbligatorio sicurezza: verrà un funzionario INAIL a parlare agli insegnanti di cose che, tutte, li riguardano da vicino, loro che sempre chiedono se siano assicurati quando vanno a trovare gli studenti in alternanza e in verità in genere non sanno se lo siano nemmeno a scuola e eventualmente quando e dove e con che limitazioni e se non sarebbe opportuno magari assicurarsi meglio e perché. Aggiornamento interessante, voglio dire, però messo in calendario il pomeriggio di martedì 24 aprile.

Passando nei corridoi, odo il borborigmo che il preside ha fissato la data per dispetto, contro quelli che pensavano di partire il pomeriggio per festeggiare la Liberazione.

Mi giustifico che la scuola ha proposto all’INAIL una rosa di cinque date nel mese, fra le quali il relatore ha indicato quella sola.…

Affare di Stato

L’Esame è un affare di Stato dal 1948. Hanno voluto così i padri costituzionalisti, che all’articolo 33 scrissero: E` prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi. La buona intenzione era di garantire, a livello nazionale, parità di trattamento e trasparenza degli esiti, ciò che, se mai è stato, da gran tempo non è più. C’è poi chi pensa che l’Esame di Stato sia un rito di passaggio, suscettibile di letture antropologiche: solo un effetto collaterale, questo, da non confondere con la finalità originaria di verifica e certificazione degli apprendimenti, che assorbe risorse enormi, economiche in senso lato, non solo finanziarie: dalla scelta delle materie e delle tracce, alla costituzione di oltre diecimila commissioni da formare, assistere, ispezionare, dalla sostituzione dei furbetti assenti alla gestione del contenzioso… Questa mobilitazione di risorse pubbliche non è finalizzata a far vivere ai nostri giovani un’esperi…

Dignità di stampa

“Faccio il giornalista, ho realizzato un sogno? Non direi. Da bambino, mi sembrava il mestiere più bello del mondo: far conoscere le cose che accadono a chi non le sa ancora. Se poi fossi diventato una grande firma, avrei anche potuto esprimere la mia opinione, non solo raccontare i fatti. Io speravo di fare carriera e di arrivare a scrivere solo commenti.
Non è andata così, pazienza. Anche l’idea che avevo del mestiere, d’altra parte, non corrisponde. Lo scopo di un giornale come il mio è attirare lettori e non importa se, per conseguire il risultato, tocca sacrificare più di qualche briciolo di verità. Il direttore mi dice che devo riempire per domani mezza pagina in cronaca e io scrivo qualcosa, e così mi guadagno il pane. Spesso non capisco nemmeno io di cosa si tratta in quello che scrivo, perché ho poco tempo e magari il soggetto è difficile. All’inizio, mi facevo scrupoli a tagliar corto e stavo su di notte per approfondire, poi ho visto che tanto, in impaginazione, mi tagliavano…

Circolare, circolare!

C’era una volta nelle scuole il librone delle circolari, che non si sapeva mai chi le avesse lette perché, nonostante ognuna fosse corredata di un foglio per la raccolta delle firme, non capitava mai che gli insegnanti firmassero tutti! In orgogliosa autonomia, e con un certo fastidio che la categoria avverte da sempre per ciò che considera “burocratico”, non pochi ritenevano sufficiente avere acquisito l’informazione, e tiravano dritti. Perciò, ogni volta che c’era la necessità di essere certi che una circolare fosse stata effettivamente, quanto meno, adocchiata da tutti gli interessati, l’unica via era farla passare fisicamente di classe in classe, affidata alle mani del bidello, che non se ne andava se non dopo avere raccolto l’autografo del destinatario.  Alcuni insegnanti si irritavano di venire interrotti mentre svolgevano la loro lezione e qualcuno pregava il bidello di ripassare in un altro momento. Ma sbagliavano, precisa, ora per allora, la CGIL Scuola di Vicenza: poiché erano…