Passa ai contenuti principali

Stress lavoro-correlato

Chiedere di partecipare a un concorso per fare l’insegnante nella scuola pubblica.
Scegliere liberamente di sostenerlo in una sede remotissima, tre quattro cinque regioni da attraversare centinaia e centinaia di chilometri. Perché là, dicono le informazioni, ci sono maggiori probabilità, ci sono più posti. Poi, si chiederà il trasferimento.
Sostenere il concorso (o un suo facsimile documentale) per fare l’insegnante nella scuola pubblica e vincerlo.
Presentarsi il primo giorno dell’anno scolastico, effettuare la “presa di servizio”e, immediatamente, darsi da fare per andarsene altrove, più vicino a casa, anche in via temporanea.
Venire accontentati, ripartire immediatamente e che la scuola si arrangi a cercare un supplente, io ho fatto il concorso qui ma mica ci volevo davvero lavorare, in questo posto.
Non venire accontentati, perché a chiedere sono tanti più delle sistemazioni transitorie possibili, pur talvolta assai generose, secondo i frangenti politici. 
E ammalarsi, certo di nostalgia, quasi ancor prima di avere il tempo di sentirla. 

Commenti

Post popolari in questo blog

È lecito o no pagare il tributo a Cesare? (Mt, 22, 17) o del panino imbottito e la Costituzione

  Li chiamavano “beoti”, come insulto etnico. Il termine è rimasto per dire che qualcuno è un po’ indietro, non capisce le cose al volo e fa anche fatica a seguire un ragionamento. È rimasto, ma si usa pochino; mi è tornato in mente perché mi hanno raccontato questa storiella vera. Il Grande Preside Semprevigile ai bisogni dei suoi ragazzi leggeva un giorno Matteo 25, 35 “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” e deve aver visto l’appello di Cristo incarnato nelle nelle loro fauci spalancate. Ha fatto un rapido passaggio negli uffici contabili, anche se le pastoie burocratiche alllungano tutti i brodi, e infatti gli hanno detto che bisognava usare il Mepa, quella bestia che ti sfinisce che alla fine ti passa la fame e quasi lo ha preso lo scoramento e è stato tentato di lasciar perdere. Poi ha incrociato nell’atrio gli occhi grandi di un pelle-e-ossa e un brivido gli è corso nella schiena: “Vuoi vedere che mi muore qui?”. Ma no:  era lo spirito della scuola...

Mi disegnano così (Jessica Rabbit)

Stende la mano un po’ tremante verso quella del Presidente, che gli porge con sorriso confidente il foglio con lo spunto di avvio del colloquio. Lui considera cosa lo aspetta, e fa partire il razzo di uscita. Imbocca una scorciatoia, nota da anni, che consente di superare l’esame anche prima dell’orale, perché il punteggio minimo complessivo di sessanta centesimi è già raggiunto sommando gli esiti delle prove scritte e i crediti. Pur in assenza sostanziale del colloquio, è attribuito inoltre il punteggio minimo della prestazione gravemente insufficiente - tre. Si potrebbe sistemarla questa cosa, si potrebbe scrivere che l’esame si compone di due scritti e un colloquio ma, se il punteggio minimo è già raggiunto con gli scritti, l’orale è facoltativo. A me questa soluzione piacerebbe moltissimo, avendo anche quest’anno contribuito a diplomare studenti dopo colloqui surreali sui quali, ormai, i comici son più bravi a raccontare dei presidenti di commissione. Va detto che il comportamento...

My two cents/I dati

Supponiamo che sul totale dei candidati ammessi alla prova orale del concorso docenti PNRR (111), in 48 fossero in possesso di una certificazione linguistica di livello C1 o C2 (43%), con netta prevalenza del secondo (37 liv. C2 versus 11 liv. C1).  Supponiamo che, dei 48, si siano presentati a sostenere effettivamente il colloquio in 36, di cui 27 livello C2 e 9 C1.  Nella parte in inglese del colloquio era possibile totalizzare fino a 10 punti, con la sufficienza collocata a 7: comprende in modo globale e espone in modo semplice, ma chiaro; mostra capacità di argomentazione, anche se limitata, con pochi errori grammaticali e di pronuncia, che non compromettono la comunicazione, con lessico quasi sempre appropriato, pur se non ampio, e fluency discreta .  Un livello C1 o C2 reale deve necessariamente collocarsi al di sopra di questa prestazione.  Immaginiamo che sia andata così:  un candidato ha preso 10; un candidato ha preso 8; un candidato ha preso...